Bio

Sono nato nel 1983 in una ridente cittadina pittoresca in mezzo a due laghi e tanto verde, ma vivo e lavoro nella città più grigia che ci sia. Rivedendomi nelle foto che mi ritraggono neonato, intuisco nell’espressione la consapevolezza di non essere consapevole di che cazzo ci ero venuto a fare in sto pianeta. Ma tant’è..

 

“Rivedendomi nelle foto che mi ritraggono neonato, intuisco nell’espressione la consapevolezza di non essere consapevole di che cazzo ci ero venuto a fare in sto pianeta.”

 

La mia infanzia non è stata particolarmente allegra perchè purtroppo – o per fortuna, questione di punti di vista – i miei genitori si lasciarono quando avevo circa 5 anni. Da allora sono in fissa per la Luna: la osservavo spesso dalla finestra e mi perdevo ad immaginare storielle, poesie, disegnare varie cazzatine che mi venivano in mente, pur di distrarmi dai litigi dei grandi che, evidentemente, non potevo capire.

Tra la fine degli anni ’90 ed inizi 2000, ero convinto che sarei diventato una rockstar. Per questo mi spaccavo tra sale prove e palchi gremiti di una decina di amici impietositi e due o tre birre come paga. In quegli stessi anni, vivevo anche la rivoluzione tecnologica: telefonini pesanti come mattoni e primi siti web tamarri in flash. La voglia di imparare il web mi teneva sveglio la notte, tra tutorial e prime paginette “Hello World”.

 

“Ero convinto che sarei diventato una rockstar. Per questo mi spaccavo tra sale prove e palchi gremiti di una decina di amici impietositi e due o tre birre come paga.”

 

Al liceo artistico ho conosciuto diverse specie umane davvero interessanti. Con alcune di esse ho stretto legami a doppio nodo, con cui ancora oggi condivido il mio lato creativo, musica compresa.
Dopo un lungo periodo buio e arido di inventiva dovuto ad una gioia di vivere – a mio avviso – eccessiva, la creatività mi travolse nuovamente dopo una divina delusione amorosa. Cosa che mi riportò fortunatamente alla mia natura tormentata e rivoluzionaria. Quindi, mi tagliai i capelli da zama-punk e mi bucai 3 piercing alle orecchie. Abdicai dall’università di architettura in favore del lavoro che sembrava decollare: infatti un annetto dopo cominciò la fantomatica crisi economica.

 

 

“Quindi, mi tagliai i capelli da zama-punk e mi bucai 3 piercing alle orecchie.”

 

 

Ma poco importa perchè poi, finalmente, arrivò Lei, con cui oggi condivido una casa, una vita, accudisco due gatti e coltivo progetti. La mia vita diventò meravigliosamente normale. Il tutto si mescolava nell’attesa che tutto diventasse concreto, che tutto sfociasse in un mare calmo e profumato. E infatti ad un certo punto rimango senza lavoro. Lo prendo come un segno del destino – perchè sono proprio un sensitivo infallibile – e decido di fondare un’associazione a scopo artistico e aprire partita IVA con l’intento di creare una webagency.
Poteva essere la rivincita.
E invece no, perchè sul più bello, mi capita l’occasione di essere assunto nel reparto IT di una grande azienda. Così, per l’ennesima volta, metto
da parte il mio spirito creativo per inseguire la stabilità.

Ad oggi ancora non ho capito un cazzo e guardandomi allo specchio mi accorgo che il mio sguardo un pò smarrito, non è cambiato negli anni. Ho però imparato a condire il tutto con una salvifica ironia a volte grottesca e una spesso eccessiva autocritica. E pensa, mi sono convinto di essere un artista.

Sì, perchè alcuni di noi si sono convinti di essere artisti, probabilmente per licenziare un profondo disagio non meglio definito.

Devir Vinz

 

 

” Ho imparato a condire il tutto con una salvifica ironia a volte grottesca e una spesso eccessiva autocritica.”