Devir Vinz Shepard. La pseudo intervista tra mozzarelle e gatti persiani.

Nel sottobosco di artisti emergenti, Devir Vinz Shepard è in assoluto uno dei più curiosi. Artista eclettico ed enigmatico, sta lavorando su diversi fronti, tra cui il pezzo musicale”Mozzarella Scaduta” che uscirà a breve. Attratto dal personaggio mi sono sentito in dovere di intervistarlo per voi.

Mi sono presentato in orario e ho scampanellato con insistenza. Aprendomi l’uscio di casa, Devir Vinz Shepard si scusava più volte per avermi fatto attendere: stava spazzolando Romeo, il suo gatto Persiano di 5 mesi. Si giustificava definendo quell’attività dello spazzolamento come un “momento catartico e di importanza strategica” per il suo benessere psico-fisico che non poteva essere interrotto. A vederlo così,  mi pare uno che avrebbe bisogno molto di più di un Persiano da spazzolare… Ma non ero lì per giudicare e quindi, dopo i convenevoli, mi accingevo a fare l’intervista a uno dei fenomeni di massa del momento: Devir Vinz Shepard.

Come ci si sente ad essere considerato un fenomeno di massa?

Che dire, io dovrei dimagrire, il giorno che sarò più magro sarò sicuramente meno di massa. Per ora va bene così, d’altronde la dieta colpisce all’improvviso. Ma stiamo già facendo l’intervista vero?

Tutti sono curiosi di sapere come mai questo nome altisonante: Devir Vinz Shepard.

Ma, diciamo che il mio nome all’anagrafe è altrettanto particolare e quindi mi sembrava doveroso camuffarlo per non essere individuato. Io sono un sovversivo e non posso rendermi identificabile facilmente. Al liceo, Devir era una commistione tra Devil e Davor (il suo vero nome di origini istriane ndr), suonava bene e faceva sufficientemente tamarro. Decisi si appiopparmelo fino ai giorni nostri. Il mio secondo nome invece è Vincenzo, dunque vien da sè…

E’ molto più figo dire: “Ey, sono un artista!”; piuttosto che dire: “Ey ho dei problemi!”. Anche perchè se hai dei problemi sicuro devi pagare per curarti. Se sei artista magari ti pagano per dilettare la gente regolare.

 

E invece Shepard? In inglese significa “pastore”.
Il Comandante Shepard, protagonista della serie Mass Effect a cui Devir Vinz Shepard è ispirato.

No, io di pastore ho solo il pecorino in frigo. In realtà il Comandante Shepard, al comando della Normandy, nave spaziale dell’Alleanza, è il  protagonista di un videogame: Mass Effect. Oltre ad averci giocato fino alla lobotomizzazione, mi piaceva l’idea che all’inizio del gioco, questo Shepard, potesse essere plasmato nel carattere, nel sesso e nell’aspetto dal giocatore. Io con questo personaggio, Devir Vinz Shepard, vorrei mantenere proprio questo principio. Voglio poterlo modificare come mi pare dissociandolo da chi sono davvero. Un pò come te: penserai mica di essere un giornalista reale? Sei solo una proiezione della mia mente. Pensaci.

E che dire della tua parrucca rossa? In questo momento non ce l’hai.

Non è una parrucca. Sono affetto da una malattia rara che ho solo io: la tricotorossa acuta regressivamente bella. In pratica la mia testa di infoltisce con questa chioma rossa di fili di nylon. In realtà la parrucca è quella che ho in testa ora. L’ho scelta così sempre per mantenere un profilo basso  nella vita di tutti i giorni. Ne ho prese di diverse lunghezze in modo da simularne la crescita. L’ho scelta bionda perchè con l’occhio azzuro ci sta bene e punto a diventare un Teen Idol.

Sul tuo sito capeggia un motto: “Convincersi artisti per licenziare disagi non meglio definiti”. Cosa vuoi dire?

L’arte è una congettura e l’artista è un povero fesso che ha solo tanto bisogno di esprimere dei concetti a lui cari per enne motivi. Spesso sono concetti dovuti a dei pensieri di inadeguatezza, di dissociazione rispetto ad un mondo che sente stretto. L’artista è una persona anacronistica, tormentata, che vive sopra le righe ed il motivo lo potrebbe dedurre anche lo psicologo neolaureato della mutua: ha dei problemi più o meno seri. Quindi è molto più figo dire: “Ey, sono un artista!”; piuttosto che dire: “Ey ho dei problemi!”. Anche perchè se hai dei problemi sicuro devi pagare per curarti. Se sei artista magari ti pagano per dilettare la gente regolare.

Faccio ampio uso del “non-sense” e dell’ironia sottile, credo siano utili a risvegliare quel sorriso, a volte amaro, che stuzzica le sinapsi nella riflessione.

 

Quindi tu ti descrivi come una persona problematica…

No no! Non io, Devir. Io sono sanissimo… (mostra un evidente tick all’occhio destro, ndr) e comunque mi stupirei di più per il fatto che mi descrivo come un artista. Ma il giornalista sei tu… Saprai tu dove porre l’accento…

Ma parliamo della tua arte. Come la descriveresti?
Devir Vinz Shepard in una rarissima foto che lo ritrae senza la sua parrucca bionda.

La mia arte è incastonata tra una visione sociale e una visione introspettiva del mondo in cui viviamo. Spesso conduco delle denunce sociali, attraverso i miei racconti e la mia musica. Faccio ampio uso del “non-sense” e dell’ironia sottile, credo siano utili a risvegliare quel sorriso, a volte amaro, che stuzzica le sinapsi nella riflessione. Al contrario degli artisti affermati, non arrivo subito. C’è bisogno di leggermi o ascoltarmi più volte per arrivare a capire i molteplici concetti e sfumature che metto in un’opera. Nella mia artisticità applico una comunicazione stratificata. Per questo non concluderò mai un cazzo. Oggi come oggi la gente non c’ha voglia di approfondire i temi di uno che dice cose. E io non sono tipo da trafiletto su Facebook… Quando ero reincarnato in Platone avevo più facilità nell’accrescere il mio seguito. Ma erano altri tempi.

Si fa gran parlare dei tuoi lavori che stai preparando. Di cosa si tratta?

Te ne sei accorto anche tu che il 100% dei miei fan sono eccitati come dei girasoli su un terrazzo al 15 di agosto eh? Cioè il 100% significa 4 su 4! Tanta roba. Vabbè ma non osanniamoci… Che dire? Sto lavorando su diversi fronti. Intanto sto scrivendo il secondo capitolo di The Araglio Saga, una storia di un barbone che sopravvive in una città piena di gente strana. Poi sto preparando un’altra storia, più sentimentale, di cui pubblicherò a breve il primo capitolo e nel frattempo pubblico poesie e storie che mi vengono in mente di volta in volta. Ciò che mi occupa più tempo è il progetto musicale. Sto preparando Mozzarella Scaduta, Timoty, Autopsia di un errore millimetrico, Umanitah! e Libidinosa Natura Sexual, solo per citarne alcune. Le prime due usciranno a brevissimo, le altre è da capire, perchè si tratta di collaborazioni. Ci sono in ballo contratti milionari, non so se mi spiego…

L’assetto mondiale dei nostri tempi, concentra odio e guerre sui paesi poveri e sui bambini, così che tutti noi privilegiati possiamo continuare a spaccarci di cibi grassi che fotografiamo su Instagram con il nostro iPhone da mille euro.

 

Mozzarella Scaduta è un titolo interessante di cosa si tratta?

Mozzarella Scaduta è nata per caso in una notte estiva. Faceva caldo, mi alzai dal letto tutto  sudato e mi diressi al frigo per cercare qualcosa di fresco da ingurgitare. Mi balzò all’occhio quella mozzarella, sola sul ripiano, tutta mogia e piegata su un lato. Era pure scaduta da almeno una settimana. Probabilmente sarebbe finita nel cestino. Quella visione mi travolse in pensieri assurdi: tipo che immaginavo l’acqua caduta per far crescere quel il filo d’erba vomitato e rimasticato più volte da quella mucca che ha fatto il latte, che ha pastorizzato il pastore, che ha fatto la mozzarella, che mio padre al 3×2 comprò alla fiera dell’est, per poi finire lì, ignorata, sul quel ripiano nel mio frigo. Nata e vissuta con il solo scopo di nutrire il suo aguzzino, invece sarebbe finita nella spazzatura. Una similitudine che mi riportò indietro di diversi anni, ad una storia d’amore finita malissimo ma durata tantissimo. Fui colto da uno di quei miei deliri artistici. Presi un foglio e una penna e iniziai a canticchiare il motivetto che poi divenne “Mozzarella Scaduta”. Non mi ricordo cosa successe dopo, ma sicuramente non bevetti nulla.

Cosa vedi nel tuo futuro?
Devir Vinz Shepard quando non era ancora un fenomeno di massa ma tentava comunque di fare il Teen Idol.

Guerre mondiali, devastazione e carestie. Ma mi solleva sapere che della vita non ci capisco un cazzo e quindi tutto ciò non capiterà mai. Anche perchè l’assetto mondiale dei nostri tempi, concentra odio e guerre sui paesi poveri e sui bambini, così che tutti noi privilegiati possiamo continuare a spaccarci di cibi grassi che fotografiamo su Instagram con il nostro iPhone da mille euro. A proposito, seguitemi su Instagram, Facebook e Twitter cazzo, ci tengo eh.

 

Ho fatto altre domande a Devir Vinz Shepard, ma lui non ha voluto che le pubblicassi, dicendo che i tempi non erano maturi e che ci sarebbero state altre occasioni. Essendo io un professionista non le pubblicherò, ma vi posso assicurare che erano assolutamente inutili, più di quello che avete già letto, perciò non lo avrei fatto comunque.

Lo saluto con una stretta di mano e saluto anche il suo Persiano che si avvicina miagolando. Mentre faccio per accarezzarlo osservo un irrigidimento di Devir. Mi sembrava persino avesse un rigagnolo di bava schiumosa sul lato destro della bocca. Mi percorse un brivido e capii che forse non era il caso di toccarlo. Con un senso di terrore lo salutai distrattamente e mi congedai il più velocemente possibile. “Grazie di tutto. A Devir piaccono i giornalisti.”, mi disse con gli occhi sbarrati mentre mi allontanavo.

Ma in che senso?

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